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🇮🇹 ВсОШ · Школьный этап · 2023/2024

Олимпиада по итальянскому языку 8–9 классышкольный этап ВсОШ 2023/2024: задания и ответы

Официальный комплект школьного этапа Всероссийской олимпиады школьников по итальянскому языку для 8–9 классов (2023/2024 учебный год). Задания и решения с критериями оценивания — скачайте PDF или прорешайте онлайн по тексту ниже.

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ВСЕРОССИЙСКАЯ ОЛИМПИАДА ШКОЛЬНИКОВ ИТАЛЬЯНСКИЙ ЯЗЫК. 2023–2024 уч. г. ШКОЛЬНЫЙ ЭТАП. 8–9 КЛАССЫ Аудирование Задание 1. Прослушайте текст и ответьте, правдивы ли данные утверждения или ложны (vero или falso). 1. Nel sacchetto di Nicoletta c’era solo il suo panino olio, aceto e sale. a) vero b) falso 2. Per Nico il panino di Andrea era una cosa che faceva inorridire. a) vero b) falso 3. Eppure, malgrado la smorfia, Nico assaggiò il panino di Andrea. a) vero b) falso 4. Nico non accettava mai quello che gli altri le proponevano. a) vero b) falso 5. Alla fine i ragazzi si scambiarono i loro sacchetti. a) vero b) falso 6. Per Andrea l’amicizia con Nico era un’esperienza del tutto nuova e lui se ne vantava. a) vero b) falso 7. Andrea non era mai stato invitato a pranzo da nessuno. a) vero b) falso

Всероссийская олимпиада школьников. Итальянский язык. 2023‒2024 уч. г. Школьный этап. 8–9 классы

Прослушайте текст ещё раз и закончите предложения, выбрав вариант из трёх предложенных. Задание 2. Durante le vacanze i ragazzi erano sempre fuori … a) a ballare e cantare. b) ad aiutare i nonni. c) a giocare e chiacchierare. Задание 3. I ragazzi restavano a casa solo per ... a) guardare la tv. b) fare un po’ di compiti. c) dormire. Задание 4. Nel sacchetto di Nico c’erano … a) dei giganteschi wafer ricoperti di cioccolato. b) dei panini olio, aceto e sale. c) delle medaglie vinte alle gare di nuoto. Задание 5. La migliore amica di Nicoletta si chiamava ... a) Maria. b) Alice. c) Anna. Задание 6. Nico e la sua amica erano nella stessa squadra di … a) nuoto. b) pallavolo. c) basket. Задание 7. Anna spesso andava a casa di Nico a pranzo perché … a) Anna abitava lontano dalla piscina. b) la piscina si trovava vicino a casa di Nico. c) non aveva il pranzo pronto a casa sua. Задание 8. Andrea ne era stupito perché … a) lui non era mai stato a mangiare da altri. b) non aveva mai avuto amici. c) l’amicizia con Nicoletta era un’esperienza un po’ strana. Задание 9. Ad Andrea, non gli era neanche venuto in mente di … a) invitare qualcuno a casa sua. b) fare amicizia con una ragazza. c) partecipare alle gare di nuoto.

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Лексико-грамматический тест (20 баллов) Задание 10. Заполните пропуски в тексте подходящими по смыслу формами, выбрав их из предложенных вариантов. Quella non fu una brutta giornata, dopo tutto. Anna, Francesco e Domenico giraroro per Roma insieme. Lo spettacolo meraviglioso della città (1) ... affascinava. Capitarono, per esempio, sulla riva (2) ... Tevere, rimasero più di un’ora sul ponte, attraversato (3) ... un altro fiume interminabile (4) ... macchine e di tram. Francesco si dimenticò addirittura (5) ... gabbietta che portava al collo, e si meravigliò quando una comitiva di strane persone (6) ... si avvicinò, parlando una lingua che lui non capiva. Una donna vestita in pantaloni come un uomo, indicava col dito il pappagallo. Francesco si affrettò a farle prendere (7) ... biglietto. Tutti risero e lasciarono qualche moneta. Infine gli stranieri (8) ... . - Quanti soldi abbiamo? – domandò Anna. (9) ... contarono: erano pochi, ancora. Quando il sole cominciò (10) ... calare, tornarono verso la fontana. Una volta Anna chiese la strada (11) ... un carabiniere, che la guardò sospettoso. - E se (12) ... arrestava? – domandò Francesco spaventato. Anna rise. Domenico aveva (13) ... . Gli comprarono (14) ... pasta con i soldi che stavano (15) ... cassetta del pappagallo, ma poi (16) ... mangiarono un pezzetto ciascuno. Era buona e dolce che non ne (17) ... . Trovarono la fontana. (18) ... sull’orlo a guardare l’acqua. Di tanto in tanto (19) ... gruppetti di stranieri si fermavano davanti alla fontana e (20) ... gettavano delle monete.

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№ 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17

a li di con della lo lo si allontanarono Lo a li la fame in una vi mai mangiavano

b le del da delle di gli un si sono allontanati Le di ci fame una in ne hanno mai mangiato

18 19 20

Si sedettero di si

Si sono seduti dei ci

c gli di in di dalla li il allontanarono Li a di vi una fame la nella ci avevano mai mangiato Si erano seduti i ne

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Лингвострановедение (10 баллов) Закончите предложения, выбрав правильный вариант ответа по географии и истории Италии. Задание 11. La città di Verona è attraversata dal fiume ... a) Adige. b) Po. c) Arno. Задание 12. Siena si trova nella regione ... a) Emilia-Romagna. b) Umbria. c) Toscana. Задание 13. I Medici furono una nota famiglia di ... a) banchieri. b) marinai. c) guerrieri. Задание 14. Furono imperatori romani ... a) Caio Giulio Cesare, Ottaviano, Traiano. b) Ottaviano, Nerone, Traiano. c) Nerone, Tarquinio, Ottaviano. Задание 15. Dante Alighieri morì a ... a) Firenze. b) Ravenna. c) Roma.

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Закончите предложения, выбрав правильный вариант ответа по культуре Италии. Задание 16. La Commedia dell’arte in Italia nacque nel ... a) Cinquecento. b) Seicento. c) Settecento. Задание 17. Nel 2006 i Giochi Olimpici invernali hanno avuto luogo a ... a) Trieste. b) Torino. c) Milano. Задание 18. Il Teatro alla Scala fu inaugurato con un’opera di ... a) Salieri. b) Puccini. c) Verdi. Задание 19. La Camera degli sposi di Andrea Mantegna si trova a ... a) Urbino. b) Firenze. c) Mantova. Задание 20. I biancocelesti è il soprannome… a) della squadra nazionale di calcio. b) dei giocatori della Lazio. c) dei giocatori della Roma.

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Чтение (15 баллов) Задание 21. Прочитайте текст. Закончите предложения, выбрав правильный вариант ответа. La città dei bottoni - Mamma, a cosa servono la mani? E i piedi a cosa servono? Ma il cervello a qualcosa servirà? - Paolina non la smetteva con le domande. La mamma le dette un bacio sulla fronte e premette un bottone. Il registratore cominciò a suonare la ninna-nanna, le finestre si chiusero automaticamente, l’aria condizionata entrò in funzione, e la sveglia spostò le lancette della suoneria sulle sette. Alle sette Paolina si svegliò. Cominciava un’altra giornata a Meccanopoli, la città dove quello che si vede è meccanico e tutto è stato inventato. Dal letto Paolina si spostò sulla sedia elettrica, la sedia passò al bagno sotto la doccia, le mani meccaniche la insaponarono, poi entrò in funzione l’asciugatoio ad aria calda. La sedia passò in camera da pranzo: colazione. L’imboccatrice le diede il caffelatte. La sedia passò all’ingresso, si aprì la porta, e Paolina si spostò sul divanetto dell’ascensore. L’ascensore arrivò nel garage, e Paolina si trovò sull’auto elettrica. Per non stancarsi a guidare, mise il pilota automatico. Ed eccola davanti alla scala mobile della scuola. Paolina arriva in classe. Sul banco a destra ha la macchina calcolatrice, a sinistra un microcervello elettronico. Preme i tasti e il problema e il tema scritti sulla lavagna sono già eseguiti. Intanto sua madre rigoverna la casa. Seduta al tavolo dei comandi domestici, per sbrigarsi preme tutti i tasti. Tutti gli elettrodomestici entrano in funzione contemporaneamente. Ma anche il padre di Paolina ha il suo da fare in fabbrica. Con l’indice non fa che premere i bottoni. Intanto a scuola, l’insegnante sta assegnando i compiti: ad ogni alunno dà un nastro con incisa la lettura di un libro. Se lo sentiranno a casa con comodo, mica possono sciuparsi gli occhi a leggere. Paolina si chiede perché non danno mai il romanzo “Robinson Crusoe”. In tutta Meccanopoli non se ne trova la registrazione e neppure una copia. Sembra – l’ha sentito dire – che nessuno lo capirebbe. 1. Mamma, a cosa servono … a) gli occhi? b) le gambe? c) lе mani?

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2. Paolina non la smetteva con … a) le risposte. b) le domande. c) le ninna-nanna. 3. La città si chiamava Meccanopoli perché … a) tutto quello che si vedeva era meccanico. b) chi veniva in quella città, non doveva che costruire macchine. c) in quella città erano le macchine a comandare. 4. Dal letto Paolina si spostò … a) sull’auto elettrica. b) sul divanetto dell’ascensore. c) sulla sedia elettrica. 5. Sul banco a destra ha … a) un microcervello elettronico. b) la macchina calcolatrice. c) tutti gli altri tasti che deve premere. 6. Anche la madre di Paolina per mettere in ordine la casa si serve … a) della macchina calcolatrice. b) del cervello elettronico. c) di elettrodomestici comandati a distanza. 7. Neanche il papà di Paolina può fare a meno ... a) dei bottoni. b) di inventare macchine nuove. c) di vantarsi di Meccanopoli. 8.Il romanzo “Robinson Crusoe” non è mai stato registrato perché … a) nessuno lo capirebbe. b) tutti sono abituati al cervello elettronico. c) tutti non fanno che premere i bottoni.

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Задание 22. Прочитайте текст и ответьте на вопрос, правдивы ли данные утверждения или ложны (vero или falso). I quadri di Donatella Figlia di pittori, Donatella era rimasta orfana giovanissima. Aveva occhi chiari, dolci e affamati: affamati di bellezza. Solitaria e timida, stava molto in casa, a leggere e a dipingere. Un giorno che soffriva particolarmente, una voce sommessa la fece sobbalzare: - Ovunque si può essere circondati dalle bellezze del mondo, anche qui. Un po’ spaventata, Donatella si guardò intorno: non c’era nessuno. Guardò in tutta la casa: era deserta. La voce misteriosa non aveva aggiunto altro, ma c’era un senso chiarissimo in quelle parole. Quella voce aveva ragione: si poteva avere la natura anche a domicilio. Bastava liberarsi di quei muri odiosi. Ispirata, cominciò ad affrescare tutte le pareti di casa. Più dipingeva, più le sembrava di creare circoli miracolosi dei quali ella era il centro. I muri sparivano e ogni circolo, profondo come l’orizzonte, diventava un pezzo di mondo. Ebbe così la stanza-montagna, la stanza-mare, la stanza-campagna. Erano dipinte così bene che ormai non viveva più chiusa in casa, ma nel regno immenso della natura. Eppure si sentiva sola: neanche la natura le bastava. Le mancava qualcosa e ne soffriva. Aveva ormai dimenticato quella voce misteriosa, quando un giorno che era particolarmente triste, la sentì di nuovo: - Cara Donatella, ti manca qualcosa d’assai importante: la fiammella che accende in fondo al cuore i sentimenti più profondi. E’ vero, - pensò subito Donatella. – Ha ragione: mi mancano delle persone da amare. Prese i colori e cominciò a dipingere a grandezza naturale quella famiglia che le era stata tolta troppo presto. Dipinse suo padre e sua madre: belli, giovani, intelligenti, come erano sempre stati presenti nel suo cuore. E presenti furono in casa, dipinti sulle tele con tanto amore, da poterci parlare. Ma perché non avere accanto a sé anche i nonni? Neppure ne conservava un vago ricordo e perciò li raffigurò come li desiderava: saggi e comprensivi, con tanta vita negli occhi. Fratelli non ne aveva mai avuti, ma quanto li aveva desiderati! Un fratello più anziano di lei, alto e forte, che ispirava fiducia e sostegno, ed una sorellina più piccola, vivace, un po’ dispettosa, ma tanto cara. Volle anche degli amici, tutti pittori, naturalmente. Ne dipinse una bella comitiva, tutti divertenti e ammiratori della sua pittura. Spesso poi riuniva tutta la famiglia per uno spuntino nella camera-campagna e trascorreva delle ore stupende. Eppure non era ancora soddisfatta. Tutto intorno a lei, tutto aveva la bellezza dell’ideale: la natura, le persone care, gli affetti più delicati; ma lei? Un giorno la voce risuonò di nuovo: - Non essere triste, Donatella, ognuno, se guarda la parte migliore di sé, diventa bello. Bastava dipingersi l’autoritratto.

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E lo dipinse: uno splendido autoritratto, da restare incantati a guardarlo. L’arte può tutto, è più forte della realtà. Era davvero lei la più forte, più d’ogni specchio, più della realtà. Prese la tavolozza, i pennelli, e dipinse su tutti gli specchi di casa il suo ritratto. Ora anche specchiandosi si sarebbe vista come voleva essere. Finalmente intorno a lei tutto era un’unica armonia: tutto bello, anche lei, e anche il suo cuore. Aveva capito che a parlarle era stata la voce dell’arte, che usciva dal suo stesso cuore. Perché l’arte è anche una grande maga, anche un’illusione, ma un’illusione di cui si può vivere. 1. Quella voce sommessa diceva che tutti noi, ovunque ci troviamo, possiamo essere circondati dalla bellezza. a) vero b) falso 2. I muri intorno a Donatella erano odiosi. Bisognava affrescarli. a) vero b) falso 3. Alla ragazza bastava la natura attorno e non le mancava più niente. a) vero b) falso 4. Aveva sempre desiderato avere un fratello più grande di lei ed una sorellina più piccola. a) vero b) falso 5. Tutto intorno a lei aveva la bellezza dell’ideale: la natura, le persone care, gli affetti più delicati. Era finalmente soddisfatta. a) vero b) falso 6. Per vedere la parte migliore di sè, a Donatella bastò guardarsi nello specchio. a) vero b) falso 7.Sebbene l’arte sia un’illusione, aiuta a vivere come una grande maga. a) vero b) falso Всего за работу – 60 баллов

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Решения

ВСЕРОССИЙСКАЯ ОЛИМПИАДА ШКОЛЬНИКОВ ИТАЛЬЯНСКИЙ ЯЗЫК. 2023–2024 уч. г. ШКОЛЬНЫЙ ЭТАП. 8–9 КЛАССЫ ОТВЕТЫ Аудирование Задание 1. Прослушайте текст и ответьте, правдивы ли данные утверждения или ложны (vero или falso). 1. Nel sacchetto di Nicoletta c’era solo il suo panino olio, aceto e sale. a) vero b) falso 2. Per Nico il panino di Andrea era una cosa che faceva inorridire. a) vero b) falso 3. Eppure, malgrado la smorfia, Nico assaggiò il panino di Andrea. a) vero b) falso 4. Nico non accettava mai quello che gli altri le proponevano. a) vero b) falso 5. Alla fine i ragazzi si scambiarono i loro sacchetti. a) vero b) falso 6. Per Andrea l’amicizia con Nico era un’esperienza del tutto nuova e lui se ne vantava. a) vero b) falso 7. Andrea non era mai stato invitato a pranzo da nessuno. a) vero b) falso

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Прослушайте текст ещё раз и закончите предложения, выбрав вариант из трёх предложенных. Задание 2. Durante le vacanze i ragazzi erano sempre fuori … a) a ballare e cantare. b) ad aiutare i nonni. c) a giocare e chiacchierare. Задание 3. I ragazzi restavano a casa solo per ... a) guardare la tv. b) fare un po’ di compiti. c) dormire. Задание 4. Nel sacchetto di Nico c’erano … a) dei giganteschi wafer ricoperti di cioccolato. b) dei panini olio, aceto e sale. c) delle medaglie vinte alle gare di nuoto. Задание 5. La migliore amica di Nicoletta si chiamava ... a) Maria. b) Alice. c) Anna. Задание 6. Nico e la sua amica erano nella stessa squadra di … a) nuoto. b) pallavolo. c) basket. Задание 7. Anna spesso andava a casa di Nico a pranzo perché … a) Anna abitava lontano dalla piscina. b) la piscina si trovava vicino a casa di Nico. c) non aveva il pranzo pronto a casa sua. Задание 8. Andrea ne era stupito perché … a) lui non era mai stato a mangiare da altri. b) non aveva mai avuto amici. c) l’amicizia con Nicoletta era un’esperienza un po’ strana. Задание 9. Ad Andrea, non gli era neanche venuto in mente di … a) invitare qualcuno a casa sua. b) fare amicizia con una ragazza. c) partecipare alle gare di nuoto.

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Лексико-грамматический тест (20 баллов) Задание 10. Заполните пропуски в тексте подходящими по смыслу формами, выбрав их из предложенных вариантов. Quella non fu una brutta giornata, dopo tutto. Anna, Francesco e Domenico giraroro per Roma insieme. Lo spettacolo meraviglioso della città (1) ... affascinava. Capitarono, per esempio, sulla riva (2) ... Tevere, rimasero più di un’ora sul ponte, attraversato (3) ... un altro fiume interminabile (4) ... macchine e di tram. Francesco si dimenticò addirittura (5) ... gabbietta che portava al collo, e si meravigliò quando una comitiva di strane persone (6) ... si avvicinò, parlando una lingua che lui non capiva. Una donna vestita in pantaloni come un uomo, indicava col dito il pappagallo. Francesco si affrettò a farle prendere (7) ... biglietto. Tutti risero e lasciarono qualche moneta. Infine gli stranieri (8) ... . - Quanti soldi abbiamo? – domandò Anna. (9) ... contarono: erano pochi, ancora. Quando il sole cominciò (10) ... calare, tornarono verso la fontana. Una volta Anna chiese la strada (11) ... un carabiniere, che la guardò sospettoso. - E se (12) ... arrestava? – domandò Francesco spaventato. Anna rise. Domenico aveva (13) ... . Gli comprarono (14) ... pasta con i soldi che stavano (15) ... cassetta del pappagallo, ma poi (16) ... mangiarono un pezzetto ciascuno. Era buona e dolce che non ne (17) ... . Trovarono la fontana. (18) ... sull’orlo a guardare l’acqua. Di tanto in tanto (19) ... gruppetti di stranieri si fermavano davanti alla fontana e (20) ... gettavano delle monete.

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a li di con della lo lo si allontanarono Lo a li la fame in una vi mai mangiavano

b le del da delle di gli un si sono allontanati Le di ci fame una in ne hanno mai mangiato

18 19 20

Si sedettero di si

Si sono seduti dei ci

c gli di in di dalla li il allontanarono Li a di vi una fame la nella ci avevano mai mangiato Si erano seduti i ne

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Лингвострановедение (10 баллов) Закончите предложения, выбрав правильный вариант ответа по географии и истории Италии. Задание 11. La città di Verona è attraversata dal fiume ... a) Adige. b) Po. c) Arno. Задание 12. Siena si trova nella regione ... a) Emilia-Romagna. b) Umbria. c) Toscana. Задание 13. I Medici furono una nota famiglia di ... a) banchieri. b) marinai. c) guerrieri. Задание 14. Furono imperatori romani ... a) Caio Giulio Cesare, Ottaviano, Traiano. b) Ottaviano, Nerone, Traiano. c) Nerone, Tarquinio, Ottaviano. Задание 15. Dante Alighieri morì a ... a) Firenze. b) Ravenna. c) Roma.

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Закончите предложения, выбрав правильный вариант ответа по культуре Италии. Задание 16. La Commedia dell’arte in Italia nacque nel ... a) Cinquecento. b) Seicento. c) Settecento. Задание 17. Nel 2006 i Giochi Olimpici invernali hanno avuto luogo a ... a) Trieste. b) Torino. c) Milano. Задание 18. Il Teatro alla Scala fu inaugurato con un’opera di ... a) Salieri. b) Puccini. c) Verdi. Задание 19. La Camera degli sposi di Andrea Mantegna si trova a ... a) Urbino. b) Firenze. c) Mantova. Задание 20. I biancocelesti è il soprannome… a) della squadra nazionale di calcio. b) dei giocatori della Lazio. c) dei giocatori della Roma.

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Чтение (15 баллов) Задание 21. Прочитайте текст. Закончите предложения, выбрав правильный вариант ответа. La città dei bottoni - Mamma, a cosa servono la mani? E i piedi a cosa servono? Ma il cervello a qualcosa servirà? - Paolina non la smetteva con le domande. La mamma le dette un bacio sulla fronte e premette un bottone. Il registratore cominciò a suonare la ninna-nanna, le finestre si chiusero automaticamente, l’aria condizionata entrò in funzione, e la sveglia spostò le lancette della suoneria sulle sette. Alle sette Paolina si svegliò. Cominciava un’altra giornata a Meccanopoli, la città dove quello che si vede è meccanico e tutto è stato inventato. Dal letto Paolina si spostò sulla sedia elettrica, la sedia passò al bagno sotto la doccia, le mani meccaniche la insaponarono, poi entrò in funzione l’asciugatoio ad aria calda. La sedia passò in camera da pranzo: colazione. L’imboccatrice le diede il caffelatte. La sedia passò all’ingresso, si aprì la porta, e Paolina si spostò sul divanetto dell’ascensore. L’ascensore arrivò nel garage, e Paolina si trovò sull’auto elettrica. Per non stancarsi a guidare, mise il pilota automatico. Ed eccola davanti alla scala mobile della scuola. Paolina arriva in classe. Sul banco a destra ha la macchina calcolatrice, a sinistra un microcervello elettronico. Preme i tasti e il problema e il tema scritti sulla lavagna sono già eseguiti. Intanto sua madre rigoverna la casa. Seduta al tavolo dei comandi domestici, per sbrigarsi preme tutti i tasti. Tutti gli elettrodomestici entrano in funzione contemporaneamente. Ma anche il padre di Paolina ha il suo da fare in fabbrica. Con l’indice non fa che premere i bottoni. Intanto a scuola, l’insegnante sta assegnando i compiti: ad ogni alunno dà un nastro con incisa la lettura di un libro. Se lo sentiranno a casa con comodo, mica possono sciuparsi gli occhi a leggere. Paolina si chiede perché non danno mai il romanzo “Robinson Crusoe”. In tutta Meccanopoli non se ne trova la registrazione e neppure una copia. Sembra – l’ha sentito dire – che nessuno lo capirebbe. 1. Mamma, a cosa servono … a) gli occhi? b) le gambe? c) lе mani?

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2. Paolina non la smetteva con … a) le risposte. b) le domande. c) le ninna-nanna. 3. La città si chiamava Meccanopoli perché … a) tutto quello che si vedeva era meccanico. b) chi veniva in quella città, non doveva che costruire macchine. c) in quella città erano le macchine a comandare. 4. Dal letto Paolina si spostò … a) sull’auto elettrica. b) sul divanetto dell’ascensore. c) sulla sedia elettrica. 5. Sul banco a destra ha … a) un microcervello elettronico. b) la macchina calcolatrice. c) tutti gli altri tasti che deve premere. 6. Anche la madre di Paolina per mettere in ordine la casa si serve … a) della macchina calcolatrice. b) del cervello elettronico. c) di elettrodomestici comandati a distanza. 7. Neanche il papà di Paolina può fare a meno ... a) dei bottoni. b) di inventare macchine nuove. c) di vantarsi di Meccanopoli. 8.Il romanzo “Robinson Crusoe” non è mai stato registrato perché … a) nessuno lo capirebbe. b) tutti sono abituati al cervello elettronico. c) tutti non fanno che premere i bottoni.

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Задание 22. Прочитайте текст и ответьте на вопрос, правдивы ли данные утверждения или ложны (vero или falso). I quadri di Donatella Figlia di pittori, Donatella era rimasta orfana giovanissima. Aveva occhi chiari, dolci e affamati: affamati di bellezza. Solitaria e timida, stava molto in casa, a leggere e a dipingere. Un giorno che soffriva particolarmente, una voce sommessa la fece sobbalzare: - Ovunque si può essere circondati dalle bellezze del mondo, anche qui. Un po’ spaventata, Donatella si guardò intorno: non c’era nessuno. Guardò in tutta la casa: era deserta. La voce misteriosa non aveva aggiunto altro, ma c’era un senso chiarissimo in quelle parole. Quella voce aveva ragione: si poteva avere la natura anche a domicilio. Bastava liberarsi di quei muri odiosi. Ispirata, cominciò ad affrescare tutte le pareti di casa. Più dipingeva, più le sembrava di creare circoli miracolosi dei quali ella era il centro. I muri sparivano e ogni circolo, profondo come l’orizzonte, diventava un pezzo di mondo. Ebbe così la stanza-montagna, la stanza-mare, la stanza-campagna. Erano dipinte così bene che ormai non viveva più chiusa in casa, ma nel regno immenso della natura. Eppure si sentiva sola: neanche la natura le bastava. Le mancava qualcosa e ne soffriva. Aveva ormai dimenticato quella voce misteriosa, quando un giorno che era particolarmente triste, la sentì di nuovo: - Cara Donatella, ti manca qualcosa d’assai importante: la fiammella che accende in fondo al cuore i sentimenti più profondi. E’ vero, - pensò subito Donatella. – Ha ragione: mi mancano delle persone da amare. Prese i colori e cominciò a dipingere a grandezza naturale quella famiglia che le era stata tolta troppo presto. Dipinse suo padre e sua madre: belli, giovani, intelligenti, come erano sempre stati presenti nel suo cuore. E presenti furono in casa, dipinti sulle tele con tanto amore, da poterci parlare. Ma perché non avere accanto a sé anche i nonni? Neppure ne conservava un vago ricordo e perciò li raffigurò come li desiderava: saggi e comprensivi, con tanta vita negli occhi. Fratelli non ne aveva mai avuti, ma quanto li aveva desiderati! Un fratello più anziano di lei, alto e forte, che ispirava fiducia e sostegno, ed una sorellina più piccola, vivace, un po’ dispettosa, ma tanto cara. Volle anche degli amici, tutti pittori, naturalmente. Ne dipinse una bella comitiva, tutti divertenti e ammiratori della sua pittura. Spesso poi riuniva tutta la famiglia per uno spuntino nella camera-campagna e trascorreva delle ore stupende. Eppure non era ancora soddisfatta. Tutto intorno a lei, tutto aveva la bellezza dell’ideale: la natura, le persone care, gli affetti più delicati; ma lei? Un giorno la voce risuonò di nuovo: - Non essere triste, Donatella, ognuno, se guarda la parte migliore di sé, diventa bello. Bastava dipingersi l’autoritratto.

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E lo dipinse: uno splendido autoritratto, da restare incantati a guardarlo. L’arte può tutto, è più forte della realtà. Era davvero lei la più forte, più d’ogni specchio, più della realtà. Prese la tavolozza, i pennelli, e dipinse su tutti gli specchi di casa il suo ritratto. Ora anche specchiandosi si sarebbe vista come voleva essere. Finalmente intorno a lei tutto era un’unica armonia: tutto bello, anche lei, e anche il suo cuore. Aveva capito che a parlarle era stata la voce dell’arte, che usciva dal suo stesso cuore. Perché l’arte è anche una grande maga, anche un’illusione, ma un’illusione di cui si può vivere. 1. Quella voce sommessa diceva che tutti noi, ovunque ci troviamo, possiamo essere circondati dalla bellezza. a) vero b) falso 2. I muri intorno a Donatella erano odiosi. Bisognava affrescarli. a) vero b) falso 3. Alla ragazza bastava la natura attorno e non le mancava più niente. a) vero b) falso 4. Aveva sempre desiderato avere un fratello più grande di lei ed una sorellina più piccola. a) vero b) falso 5. Tutto intorno a lei aveva la bellezza dell’ideale: la natura, le persone care, gli affetti più delicati. Era finalmente soddisfatta. a) vero b) falso 6. Per vedere la parte migliore di sè, a Donatella bastò guardarsi nello specchio. a) vero b) falso 7.Sebbene l’arte sia un’illusione, aiuta a vivere come una grande maga. a) vero b) falso Всего за работу – 60 баллов

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ВСЕРОССИЙСКАЯ ОЛИМПИАДА ШКОЛЬНИКОВ ИТАЛЬЯНСКИЙ ЯЗЫК. 2023–2024 уч. г. ШКОЛЬНЫЙ ЭТАП. 8–9 КЛАССЫ ТЕКСТ ДЛЯ АУДИРОВАНИЯ Fabrizio e Nicoletta Bastò poco per diventare inseparabili. Andrea e la sua amica Nicoletta restavano a casa lo strettissimo necessario solo per fare un po’ di compiti e quando i genitori li chiamavano a tavola. Per il resto del tempo erano sempre fuori a giocare e chiacchierare nella campagna. Nel sacchetto di Nico c’erano dei giganteschi wafer ricoperti di cioccolato con una crema marrone in mezzo, in quello di Andrea il suo panino olio, aceto e sale. La prima volta che lo vide lei rimase inorridita: “Pane, olio, aceto!” – commentò con una smorfia. Il bello di Nico era che, anche se una cosa era diversa da come lei aveva in testa, era sempre disposta a provarla, se si fidava di chi gliela proponeva. Così assaggiò il panino di Andrea chiudendo gli occhi. Le parti alla fine si rovesciarono: Andrea doveva mangiare il waferone e Nico invece il suo panino. Stare con Nico era un’esperienza del tutto nuova per Andrea: riuscivano a parlare di tutto e lui prestava attenzione alle parole dell’amica, senza distrarsi un attimo. Nico era bravissima a nuoto e aveva persino vinto una medaglia alle gare provinciali. ll bello era che non se ne vantava. Per lei invece si trattava di una cosa normalissima come fare i compiti o lavarsi i denti. Nico gli parlava anche delle sue amiche: “La mia migliore amica si chiama Anna. E’ in classe con me e siamo anche nella stessa squadra di nuoto. Siccome io abito vicino alla piscina, lei spesso viene a casa mia a pranzo così dopo andiamo insieme ad allenarci.” “Lei viene a casa tua a mangiare?” – le chiese Andrea stupito. “Certo! Che c’è di strano?” “Non c’è niente di strano,” – rispose arrossendo: lui non era mai stato a mangiare da altri e nessuno era mai andato a casa sua. A dir il vero, non gli era neanche venuto in mente di invitare qualcuno. A casa sua c’erano solo papà, mamma e i nonni.

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